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	<title>Blog di vroby</title>
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	<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 15:16:08 +0000</pubDate>
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		<title>La migliore distribuzione Linux?</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 15:16:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ facile trovare questa domanda in rete. In genere la risposta che fornisco non piace mai a nessuno: “è soggettivo”. Dipende dalle esigenze e dai “gusti” dell’utente. Esiste la distribuzione più semplice, quella più stabile, quella più compatibile con un certo hardware, quella ottima ma difficile da configurare, ecc.
In rete ho trovato il sito  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-14" title="linux" src="http://vroby.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/03/linux.jpg" alt="linux" width="150" height="180" />E’ facile trovare questa domanda in rete. In genere la risposta che fornisco non piace mai a nessuno: “è soggettivo”. Dipende dalle esigenze e dai “gusti” dell’utente. Esiste la distribuzione più semplice, quella più stabile, quella più compatibile con un certo hardware, quella ottima ma difficile da configurare, ecc.<br />
In rete ho trovato il sito  <a href="http://polishlinux.org/">PolishLinux</a> che si presenta come un eccellente punto di riferimento per chi vuole fare un confronto tra le varie distribuzioni o per chi vuole conoscere quella più adatta alle proprie esigenze: basta rispondere ad un piccolo ma ben strutturato <a href="http://polishlinux.org/choose/quiz/">quiz</a>.<br />
Riporto alcune delle principali caratteristiche riguardanti le varie distribuzioni.</p>
<p><span id="more-13"></span>Riporto alcune delle principali caratteristiche riguardanti le varie distribuzioni.</p>
<p><a href="http://ubuntulinux.org/"><strong>UBUNTU</strong></a></p>
<ul>
<li>Le nuove versioni vengono rilasciate ogni 6 mesi e sono semplici da installare.</li>
<li>La prima installazione non è traumatica in quanto si può far partire direttamente da Live Cd.</li>
<li>Già subito dopo l’installazione è pronta all’uso dato che contiene già un buon numero di software.</li>
<li>In caso di problemi c’è una comunità molto disponibile che opera con diversi mezzi (forum, IRC, mailing list).</li>
<li>E’ in grado di rilevare in automatico i dispositivi esterni senza problemi: lettori mp3, fotocamere, chiavette usb, ecc.</li>
<li>Non fornisce un gran supporto per quanto riguarda formati/software proprietari: WMV, MP3, Div, DVD criptati. D’altra parte, per ovviare a questo inconveniente, esistono appositi applicativi quali <a href="http://www.getautomatix.com/">Automatix</a> e <a href="http://easyubuntu.freecontrib.org/">EasyUbuntu</a> che, tramite una semplice interfaccia grafica, permettono di installare vari programmi esterni Close Source.</li>
<li>L’installazione di nuovo software è reso semplice da Synaptic, un package manager che contiene la descrizione di tutto il software disponibile ad essere installato con un clic.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.mandriva.com/"><strong>MANDRIVA</strong></a></p>
<ul>
<li>Molto user-friendly, anche per chi si avvicina per la prima volta ad un sistema operativo Linux.</li>
<li>Il software è sempre molto aggiornato (alcune volte fin troppo: si da più peso al pronto rilascio di aggiornamenti piuttosto che alla stabilità di questi).</li>
<li>E’ possibile agire sulla configurazione del sistema tramite facili strumenti grafici.</li>
<li>Utilizza i pacchetti RPM ma non è compatibile con gli RPM di Suse o Fedora.</li>
<li>L’installazione di nuovo software è reso semplice dal package manager “urpmi”.</li>
<li>Per quanto personalmente sia un gran sostenitore di Ubuntu devo ammettere che Mandriva è probabilmente più semplice per un utente alle prime armi.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.opensuse.org/Welcome_to_openSUSE.org"><strong>OPENSUSE</strong></a></p>
<ul>
<li> E’ una distribuzione semplice da utilizzare e configurare. Yast è un vero e proprio centro di controllo con cui è possibile installare e configurare quasi qualsiasi opzione. Per l’aspetto video è possibile utilizzare il tool di configurazione SaX2.</li>
<li>E’ in genere ben supportata dai diversi hardware, notebook inclusi.</li>
<li>E’ fornita di una buona documentazione.</li>
</ul>
<p><a href="http://fedora.redhat.com/"><strong>FEDORA</strong></a></p>
<ul>
<li>Fedora cerca di accontentare un pubblico misto: l’utente desktop casalingo, il programmatore, l’utente server. Il rovescio della medaglia è che per adattarla in pieno alle proprie esigenze è necessario effettuare un minimo di personalizzazione.</li>
<li>Presta una buona attenzione all’aspetto “sicurezza”.</li>
<li>Contiene molti strumenti per programmatori: tools professionali ma sempre gratuiti.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.debian.org/"><strong>DEBIAN</strong></a></p>
<ul>
<li> Debian è forse l’Open Source per eccellenza. Questa distribuzione non è supportata da nessuna grande compagnia che ne possa quindi influenzare lo sviluppo. E’ una dei leader nel mondo del movimento del software libero.</li>
<li>Esistono tre versioni di Debian. Debian Sarge: gli unici aggiornamenti rilasciati sono quelli riguardanti la sicurezza, il tutto a favore della stabilità del sistema. Debian Sid: viene aggiornata con software ancora non ben testato. Debian Etch: si tratta di una via di mezzo tra le due precedenti. Da notare che Debian Etch si rivela comunque più stabile delle distribuzioni “stabili” di Suse o Mandriva.</li>
<li>Le nuove versioni vengono rilasciate con irregolarità.</li>
<li>E’ la distribuzione che conta il maggior numero di derivate (vedi Ubuntu, Knoppix, ecc): motivo per cui è presente un’eccellente documentazione e comunità di supporto.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.mepis.org/"><strong>MEPIS</strong></a></p>
<ul>
<li>Propone un’installazione facile e veloce.</li>
<li>Ottimo riconoscimento dell’hardware (compresi molti winmodem!). E’ quindi anche consigliata per i notebook. Se per un dispositivo non dovesse poi esistere un driver per linux nessun problema: MEPIS integra già il tool “ndiswrapper” che permette di utilizzare i driver di Windows.</li>
<li>L’installazione di default comprende la maggior parte degli applicativi che un utente desktop può desiderare.</li>
<li>Per l’installazione di pacchetti, come per Ubuntu, è utilizzabile Synaptic.</li>
<li>Alcuni software per la sicurezza vengono già installati di default.</li>
<li>E’ in pratica molto simile ad Ubuntu. Comprende però anche del software non libero che, a seconda dei punti di vista, può essere un vantaggio (maggior semplicità su alcuni punti) od uno svantaggio.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.slackware.com/"><strong>SLACKWARE</strong></a></p>
<ul>
<li> Sicuramente una distribuzione molto valida, basti dire che è la più vecchia distribuzione Linux che sia ancora mantenuta.</li>
<li>La mancanza di strumenti grafici per installazioni/configurazioni ne fanno <a href="http://pollycoke.wordpress.com/2007/04/13/grafico-comparativo-sulla-facilita-di-installazione-e-aggiornamento/">una delle distribuzioni più complicate da installare/aggiornare</a>.</li>
<li>Non mette a disposizione un gran numero di pacchetti.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.gentoo.org/"><strong>GENTOO</strong></a></p>
<ul>
<li>Gentoo è una delle distribuzioni più configurabili e estendibili. L’utente può decidere su ogni aspetto del sistema.</li>
<li>Grazie al tool “Portage” l’intero sistema o anche solo una parte dei pacchetti vengono automaticamente ottimizzati in base all’hardware utilizzato in modo da irrobustire il sistema operativo. Portage permette infatti l’installazione dei software direttamente dai sorgenti, si occupa inoltre di scaricare e compilare automaticamente le dipendenze.</li>
<li>L’installazione non è delle più semplici (sicuramente non è un punta-e-clicca) però, come già detto, ha il vantaggio di poter essere ampiamente adattabile ai propri gusti e di mantenere il completo controllo sul sistema.</li>
<li>Una volta installata e configurata a dovere da senz’altro grandi soddisfazioni; non è però una distribuzione alla portata di tutti…</li>
</ul>
<p><a href="http://www.archlinux.org/"><strong>ARCH</strong></a></p>
<ul>
<li> Assomiglia alla Slackware e non è quindi delle più semplici…</li>
<li>Rispetto alla Slackware ha come punto di forza il packet manager “pacman”.</li>
<li>Il rilascio di nuove versioni è raro come in Debian o Gentoo.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.yoper.com/"><strong>YOPER</strong></a></p>
<ul>
<li> E’ pubblicizzato come il più veloce sistema operativo sulla Terra.</li>
<li>Anche l’installazione è veloce: prende dai 5 ai 10 minuti (il rovescio della medaglia e la quasi assenza di configurabilità, almeno durante questa fase).</li>
<li>L’ultima release risale a settembre 2004. Attualmente esiste una versione beta ma sembra ancora tutt’altro che pronta per il rilascio.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.xandros.com/"><strong>XANDROS</strong></a></p>
<ul>
<li>L’installazione si completa con soli quattro click del mouse e, una volta ultimata, il sistema è subito pronto all’uso: richiede una personalizzazione minima.</li>
<li>E’ amata dagli utenti di Windows frustrati in quanto è molto assomigliante a Windows.</li>
<li>E’ molto stabile.</li>
<li>Non ha una gran comunità di supporto.</li>
<li>Si tratta di una distribuzione commerciale.</li>
</ul>
<p><a href="http://pld-linux.org/"><strong>PLD</strong></a></p>
<ul>
<li>La distribuzione è localizzata in lingua inglese.</li>
<li>E’ un’ottima distribuzione server perché contiene pacchetti molto stabili e ben testati.</li>
<li>Garantisce un alto livello di personalizzazione ma la configurazione non è semplice: come per la Slackware bisogna spesso andare ad editare in modo testuale i file di configurazione.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.kateos.org/"><strong>KateOS</strong></a></p>
<ul>
<li>Si accontenta di bassi requisiti di sistema.</li>
<li>Permette un ampio controllo sul sistema.</li>
<li>Ha all’incirca soltanto un migliaio di pacchetti disponibili.</li>
<li>E’ localizzata in inglese.</li>
<li>E’ molto stabile.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.aurox.org/en/"><strong>AUROX</strong></a></p>
<ul>
<li>E’ abbastanza ben localizzata.</li>
<li>E’ ben supportata dai notebook.</li>
<li>E’ basata su Fedora però, a sua differenza, offre un ottimo supporto per il multimedia: Mp3, DivX, XviD, DVD…</li>
</ul>
<p><strong>LINUX LIVE CD</strong></p>
<ul>
<li>Il più famoso Live-cd di Linux è probabilmente <a href="http://www.knoppix.org/"><strong>Knoppix</strong></a>. E’ una distribuzione basata su Debian e contiene tutti gli applicativi più comuni. Offre un ottimo riconoscimento dell’hardware.</li>
<li><a href="http://www.damnsmalllinux.org/"><strong>Damn Small Linux (DSL)</strong></a> è invece pensata per essere portata ovunque con se: pesando soltanto 50 Mb può essere tranquillamente copiata all’interno di una chiavetta usb.</li>
<li><a href="http://www.geexbox.org/"><strong>GeeXBox</strong></a> è un’altra distribuzione live dalle dimensioni ridotte: soli 7 Mb. Mette a disposizione dell’utente un’interfaccia multimediale con tutti i codec necessari inclusi. GeeXBox legge DVD, DivX, video cd, audio cd, Mp3, OGG, ecc. E’ un’ottima soluzione per le persone che utilizzano sistemi Microsoft Windows sui quali guardare un DVD con codici regionali diversi da quelli del Paese di appartenenza è un crimine.</li>
<li><a href="http://www.sysresccd.org/"><strong>System Rescue Cd</strong></a>: contiene diversi tools che permettono di diagnosticare, ed eventualmente provare a resuscitare, il nostro sistema operativo dopo un crash.</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Nuova versione Debian 5 Lenny</title>
		<link>http://vroby.altervista.org/blog/?p=11</link>
		<comments>http://vroby.altervista.org/blog/?p=11#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 10:53:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Debian]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo circa due anni di sviluppo e testing la comunità Debian ha rilasciato in questi giorni la nuova versione 5.0.
La regina delle distro Linux, colei che ha dato le basi per la realizzazione di importanti e validi progetti come: Ubuntu e Knoppix, si presenta con nome in codice: Lenny.
Punti di forza di questa nuova distribuzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><img class="alignleft size-full wp-image-9" title="debian-logo" src="http://vroby.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/02/debian-logo.png" alt="debian-logo" width="152" height="199" />Dopo circa due anni di sviluppo e testing la comunità Debian ha rilasciato in questi giorni la nuova versione 5.0.</span></p>
<p><span>La regina delle distro Linux, colei che ha dato le basi per la realizzazione di importanti e validi progetti come: Ubuntu e Knoppix, si presenta con nome in codice: Lenny.</span></p>
<p><span>Punti di forza di questa nuova distribuzione sono come al solito affidabilità e sicurezza ma non mancherà di certo la qualità e la quantità dei software con circa 23000 pacchetti da installare e configurare.</span></p>
<p><span>Supporta 12 architetture di processori e ben 4 distinti ambienti<a href="http://feedproxy.google.com/%7Er/CaronteWeb/%7E3/t92ChzCPEMc/uno-sguardo-alla-nuova-versione-debian.html" target="_new">&#8230;</a></span></p>
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		<title>Mantenere pulito il sistema di Ubuntu Linux</title>
		<link>http://vroby.altervista.org/blog/?p=7</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 21:26:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse un po’ meno rispetto ai sistemi di casa Microsoft, ma anche Ubuntu Linux necessita, di tanto in tanto, di una bella “pulizia generale“. Quindi, al bando le ciance, e vediamo subito insieme come fare, sfruttando svariati strumenti disponibili gratuitamente (come ovvio).
Da pacchetti “orfani” a file “doppioni“, passando per GRUB e tante altre procedure, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Forse un po’ meno rispetto ai sistemi di casa Microsoft, ma anche Ubuntu Linux necessita, di tanto in tanto, di una bella “pulizia generale“. Quindi, al bando le ciance, e vediamo subito insieme come fare, sfruttando svariati strumenti disponibili gratuitamente (come ovvio).</p>
<p>Da pacchetti “orfani” a file “doppioni“, passando per GRUB e tante altre procedure, con questi 8 modi per mantenere pulito il sistema potrete dormire sonni più che tranquilli:</p>
<p>Analizzare lo spazio utilizzato su HD</p>
<p>Il primo passo da compiere per mantenere pulita la propria copia di Ubuntu Linux, è quello di controllare in che modo è stato utilizzato lo spazio disponibile sui propri hard disk. Recandosi nel menu Applicazioni &gt; Accessori &gt; Analizzatore di utilizzo del disco è possibile accedere ad uno strumento integrato di default nella distro, che permette proprio di fare ciò.</p>
<p>Una volta analizzata la situazione, è possibile quindi procedere (manualmente) alla cancellazione di file inutili e/o obsoleti.<br />
<span id="more-7"></span><br />
Cancellare i file doppioni</p>
<p>Nella stessa ottica dell’operazione appena descritta (ossia, cancellare i file inutili ed i collegamenti simbolici corrotti dal disco fisso), è possibile utilizzare l’ottima applicazione FSlint, che svolge tutto il lavoro di ricerca in automatico, per poi consentire all’utente di cancellare i cosiddetti file “doppioni“. Per installare il programma (poi rintracciabile nel menu Applicazioni &gt; Strumenti di Sistema), basta dare nel Terminale il comando sudo apt-get install fslint.</p>
<p>Rimuovere pacchetti inutili</p>
<p>Quando si installano/disinstallano numerose applicazioni, è molto probabile che il sistema sia pieno zeppo di file relativi alle dipendenze ormai obsoleti. Ecco qualche comando utile (da dare dal Terminale) per rimuoverli:</p>
<p>* Per pulire la cache dei programmi disinstallati: sudo apt-get autoclean<br />
* Per pulire la cache del gestore dei pacchetti: sudo apt-get clean<br />
* Per eliminare i file relativi alle dipendenze ormai obsoleti: sudo apt-get autoremove</p>
<p>Eliminare i pacchetti di configurazione residua</p>
<p>Quando si aggiornano i programmi installati sul sistema, spesso rimangono in quest’ultimo dei pacchetti di configurazione residua, che, come facilmente immaginabile, non servono a niente. Per eliminarli, occorre recarsi nel Gestore di pacchetti Synaptic, cliccare sul pulsante Stato, poi sulla voce Non installato (configurazione residua) e rimuoverli manualmente (selezionandoli uno ad uno, o insieme, per la rimozione).</p>
<p>Rimuovere i pacchetti orfani</p>
<p>Un’altra delle mosse principali per mantenere pulita la propria copia di Ubuntu Linux, è rimuovere i cosiddetti “pacchetti orfani“, ovvero quelli che risultano inutili dopo la disinstallazione di una determinata applicazione. Per fare ciò, occorre installare il programma GtkOrphan, dando da terminale il comando sudo apt-get install gtkorphan (il software risulterà poi accessibile dal menu Sistema &gt; Amministrazione &gt; Rimuovi pacchetti orfani).</p>
<p>Controllare gli elementi installati</p>
<p>Il programma Debfoster (installabile dando il comando sudo apt-get install debfoster da Terminale) traccia tutti gli elementi installati/disinstallati, consentendo all’utente di non lasciare pacchetti orfani nel sistema. Per utilizzarlo occorre:</p>
<p>* Creare il file iniziale (dove conservare le informazioni): sudo debfoster -q<br />
* Forzare il sistema ad utilizzarlo: sudo debfoster -f<br />
* Controllare se ci sono pacchetti orfani: sudo debfoster</p>
<p>Rimuovere file relativi alle lingue</p>
<p>Dando il comando sudo apt-get install localepurge da Terminale, è possibile rimuovere i file inutili relativi alle altre lingue, nelle quali è disponibile Ubuntu.</p>
<p>Pulire il menu di GRUB</p>
<p>Ultimo accorgimento che vi segnaliamo oggi, è quello relativo alla “pulizia” del menu del boot manager GRUB. Per farlo, è possibile sfruttare l’ottimo programma Startup Manager, installabile dando da Terminale il comando sudo apt-get install startupmanager, e poi accessibile dal menu Sistema &gt; Amministrazione.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>città</title>
		<link>http://vroby.altervista.org/blog/?p=4</link>
		<comments>http://vroby.altervista.org/blog/?p=4#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2009 14:48:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://vroby.altervista.org/blog/?p=4</guid>
		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3" title="dscn1176" src="http://vroby.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2009/02/dscn1176-300x225.jpg" alt="dscn1176" width="300" height="225" /></p>
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